STONEWALLSFORLIFE: la presentazione ufficiale del progetto e dei partner

La proposta, finanziata dall’Unione Europea, nell’ambito del Programma LIFE (“Adattamento al cambiamento climatico”) consiste in un progetto di recupero e mantenimento di circa 6 ettari di terrazzamenti con muri a secco e delle relative opere di regimazione idraulica nelle Cinque Terre, per migliorare la capacità di resistenza del territorio ai fenomeni meteorologici resi più estremi dal cambiamento climatico.

 

Vernazza, 11 novembre 2019 – Nella mattina di lunedì 11 novembre, presso la sala polifunzionale del Comune di Vernazza (ex Chiesa dei frati) si è svolta la presentazione del progetto stonewallsforlife: 5 anni per recuperare (e successivamente mantenere) circa 6 ettari di terrazzamenti.

Dopo i saluti da parte delle istituzioni locali (Sindaci di Vernazza, Riomaggiore e Monterosso), che hanno ribadito l’importanza fondamentale che questo progetto rappresenta per il futuro delle Cinque Terre, il Geologo Emanuele Raso (Parco Nazionale Cinque Terre, capofila del progetto) è entrato nello specifico presentando brevemente il progetto, gli obiettivi e i partner coinvolti.

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Il finanziamento totale è di circa 4 milioni di euro (di cui il Parco finanzierà 1 milione) e durerà fino al 2024. L’obiettivo consiste nel dimostrare l’efficacia del muro a secco nel contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici. La ricaduta non è esclusivamente ambientale ma anche sociale (trasmissione del sapere e conseguente formazione di figure altamente professionali nella cura del territorio e sviluppo di nuove aziende agricole). Inoltre la replicabilità del progetto consentirà di applicare lo stesso modello ad altre aree (sia a livello locale che internazionale) e permetterà anche di sperimentare tecniche agricole innovative.

Qui entra in gioco il lavoro preparatorio svolto dalla Fondazione Manarola che ha ovviato al problema della microparcellizzazione dei terreni con la mappatura e l’individuazione dei proprietari terrieri e la successiva sottoscrizione dei contratti di affitto in modo da poter intervenire con le azioni di recupero. “La motivazione che ha alimentato fino ad oggi l’operato della Fondazione Manarola è quella di (ri)itornare al paesaggio che mostra una fotografia del 1981, in cui le colline della Collora e della Beccara (soprastanti il borgo di Manarola) erano interamente terrazzate – afferma il Vice Presidente della Fondazione Eugenio Bordoni – Alla fine del progetto si riuscirà a recuperare fino al 90% del territorio. Una vera e propria macchina del tempo”.1

Partner scientifico è l’Università di Genova, dipartimento DISTAV, presieduto dal Professor Marco Firpo. Il gruppo di ricerca si occuperà sia degli studi preliminari (come la mappatura dei muri a secco e la loro risposta agli effetti dei cambiamenti climatici) che del monitoraggio tecnico-scientifico dell’impatto delle azioni del progetto (installazione di 4 stazioni di monitoraggio; monitoraggio delle tecniche costruttive adottate nell’edificazione dei muri a secco).

La forza del progetto, come è stato ribadito più volte dai relatori, è la sua replicabilità non solo a livello locale (sito pilota a Manarola con sviluppo in altre due aree già individuate nei Comuni di Vernazza e Monterosso) ma anche internazionale. Come nel Parc del Garraf (Provincia di Barcellona) dove la ricostruzione dei muri a secco può aiutare a far ripartire l’economia locale attraverso la diminuzione degli incendi boschivi.

La società di ingegneria e ricerca ITRB GROUP si è occupata della scrittura e proseguirà nel ruolo di gestione, comunicazione e supporto nello sviluppo della strategia. “Stonewallsforlife ha una ricaduta diretta sulla vita delle persone e sull’economia di questo territorio – afferma Ugo Miretti, Senior Project Manager di ITRB – In questi 5 anni verranno formate circa 80 persone che acquisiranno le tecniche necessarie per recuperare, costruire e mantenere i muri a secco nel territorio, garantendo così un futuro al progetto negli anni a venire” conclude.

Legambiente rappresenta invece il partner ambientale che si occuperà di unire l’aspetto scientifico a quello sociale con attività di comunicazione (principali target: amministrazioni comunali, il mondo dell’agricoltura, la comunità scientifica, associazioni del terzo settore e la popolazione locale).

life-4L’incontro di oggi ha rappresentato un punto di partenza per costruire le basi del futuro delle Cinque Terre. Il giovane imprenditore agricolo, Andrea Barani, con la testimonianza della sua esperienza (l’apertura di un’azienda agricola sul territorio rappresenta una vera e propria sfida ma è l’unica strada percorribile per combattere l’abbandono dei campi, imperante negli ultimi anni) ha sintetizzato il fine ultimo del progetto: l’integrazione dell’aspetto sociale-economico con l’aspetto ambientale.