I protagonisti del recupero del territorio – La storia di Boubakar

Boubakar* – Guinea (Africa Occidentale)

Importante: Per parlare con Boubakar ci è venuto in aiuto un altro ragazzo africano che conosceva sia la sua lingua che il francese, per tradurre le nostre domande e le sue risposte.

Boubakar prima di partire per l’Italia lavorava in un negozio di alimentari che commerciava riso e frutta in una città della Guinea. Era contento del lavoro e della sua famiglia, ma poi la sua vita è stata stravolta. È solo un ragazzo ma è già sposato e padre di una bella bambina che porta il nome della nonna materna. Quando gli chiediamo di fare un paragone con la sua via in Guinea e quella attuale in Italia, dice che sono due modi di vivere completamente diversi ed è impossibile fare confronti.

Ci racconta che non avrebbe mai lasciato il suo paese, perché tutto ciò che desiderava era migliorare le sue condizioni di vita “in patria”. Fu costretto a fuggire quasi tre anni fa, a causa di una serie di fatti sfortunati che gli lasciavano poche opportunità di ricominciare e vivere bene.

Tuttavia da quando è in Italia, le cose hanno iniziato a girare nel verso giusto. Al momento sta frequentando una scuola a La Spezia, dove studia con piacere l’italiano e l’inglese; ha iniziato a lavorare per la Fondazione Manarola all’interno del progetto di recupero del territorio.

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È un lavoro duro, ma con tutto ciò che gli italiani hanno fatto per me, devo fare qualcosa per loro -dice – “Mi hanno salvato la vita sottraendomi al mare” e facendo in modo che mantenessi una buona salute.

Boubakar ci dice che la distanza tra lui, sua moglie e sua figlia lo fa impazzire e spera con tutto sé stesso di ricongiungersi in futuro con loro, in Italia, ma per ora non sa cosa dire o pensare. Quando finirà il lavoro per la Fondazione Manarola, cercherà di trovarne un altro, affrontando le cose poco per volta.

Proprio in quel preciso momento, le campane della chiesa di Manarola rintoccano ed echeggiano sul fianco del versante dove ci troviamo seduti a parlare. Guarda il paese sottostante mentre gli chiediamo che cosa pensa di Manarola e dei suoi abitanti. “È bella come le sue persone. Non ho vissuto molto tempo qui però mi accorgo che sono tutti molto gentili e disponibili”.

Bontà e gentilezza sono proprio i due aspetti che hanno colpito Boubakar e sono ciò che lo spingono a lavorare con l’obiettivo di avere una vita migliore e di ricongiungersi con sua moglie e sua figlia.

*I nomi sono stati cambiati su richiesta degli intervistati per motivi di privacy
**Le interviste sono state svolte da Erica Zwieg e Sara Zoppi, collaboratrici Fondazione Manarola